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numero verde

Omeopatia, i "rimedi" sono ormai veri e propri farmaci.

Dal lontano 1995, da quando si è definito che il “rimedio omeopatico” dovesse essere chiamato “medicinale omeopatico”, non è più stato fatto molto perché si potesse paragonare la medicina omeopatica a quella allopatica.

Cosa è avvenuto poi.

A distanza di quasi trent’anni, finalmente è stata promossa una nuova legge che “eleva” i rimedi omeopatici a veri e propri farmaci. Dal primo gennaio 2019, infatti, tutti i prodotti omeopatici in commercio saranno classificati solo ed unicamente come medicinali, contrassegnati dall’AIC, vale a dire dall’Autorizzazione per l’Immissione in Commercio rilasciata dall’Agenzia Italiana del Farmaco.

Fine delle polemiche. L’espressione “preparato omeopatico”, con buona pace dei detrattori della disciplina farmacologica, sparirà dal dizionario medico una volta per tutte. E l’omeopatia entrerà di diritto nel prontuario farmaceutico. Esattamente come avviene nel resto d’Europa. Si tratta della più importante, seppur sofferta, rivoluzione del settore, che ci auguriamo possa mettere fine nel nostro Paese a forti condizionamenti di carattere ideologico.

A causa di questo stesso condizionamento, infatti, non si sono mai create le premesse per imbastire un dialogo aperto e corretto. In Italia sappiamo a malapena che l’omeopata è un medico, e ci sono ancora persone convinte che chi pratica l’omeopatia sia una sorta di stregone. Proprio per la natura del prodotto omeopatico, le aziende in passato non erano tenute ad avere strette relazioni con le Istituzioni, il Ministero della Salute e gli Enti tecnici, in primis AIFA.

Il 30 giugno 2017 è stato l’ultimo giorno utile concesso alle case farmaceutiche omeopatiche per consegnare all’Agenzia del farmaco i dossier per l’ottenimento dell’AIC. Uno sforzo economico e burocratico importante, che sicuramente è costato grossi sacrifici, tra i quali quello di eliminare dalla produzione oltre il 40% dei farmaci, unitari e complessi, attualmente in commercio.

Differenze con la medicina tradizionale.

Vi sono, però, sostanziali differenze con la medicina allopatica che rischiano di mettere in ginocchio il settore. Per i dossier già presentati è stato fatto un prezzo "promozionale" di mille euro ciascuno (che comunque come detto ha portato all'eliminazione di molti prodotti da parte delle aziende) ma in futuro le tariffe saliranno anche a 10-20mila euro, cosa che renderà la vita impossibile alle realtà più piccole.

Una mossa, quindi, che va a penalizzare l'industria nazionale, lasciando invece carta bianca alle aziende straniere che, in Europa, sottostanno a regole e condizioni economiche meno stringenti. Le tariffe legate alla registrazione dei medicinali omeopatici e ad altre procedure come ad esempio la variazione di un componente all'interno del farmaco, non dovrebbero essere le stesse che si applicano ai medicinali tradizionali.

Un altro punto critico è infatti che qualsiasi modifica del dossier (ad esempio il cambio di un ingrediente della preparazione) costa 1.500 euro, a prescindere dal rinnovo dell'AIC che deve essere comunque fatto ogni 5 anni. Si tratta di spese altissime per certe realtà. Tutto questo comporterà la sparizione dal mercato Italiano di alcuni medicinali omeopatici non perché non sono efficaci o sicuri, ma semplicemente perché i costi per la richiesta dell'AIC sono superiori al valore della sua quota di mercato.

Perché è comunque importante.

Ritengo che queste normative siano essenziali per poter metter fine ad una polemica che ormai esiste da tempo riguardo l'efficacia e la validità della medicina omeopatica. Questo sforzo che viene richiesto alle industrie farmaceutiche omeopatiche sarà ripagato in fiducia e sicurezza da parte dell'utilizzatore finale di questo tipo di medicina. Ma, rispetto a quanto appena detto, non stupitevi se non riuscirete a reperire in commercio alcuni dei medicinali omeopatici che eravate soliti reperire senza difficoltà fino ad oggi. Ad ogni modo, rivolgetevi sempre al vostro farmacista di fiducia per poter individuare un'alternativa.

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Dott.ssa Serena Schiavo

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